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Scacchi: il movimento dei pezzi

217px-Staunton_chess_setIl Re si muove di una casa alla volta in ogni direzione. Ai due Re non è concesso toccarsi, tra loro deve esserci sempre almeno una casa libera.

La Torre si può muovere a piacimento tanto sulla colonna, quanto sulla traversa che partono dalla casa in cui si trova.

La Donna è il pezzo più potente degli scacchi. Può spaziare a suo piacimento su ogni casa della colonna su cui si trova, così come su tutta la traversa e perfino sulle diagonali. Assume in sé il movimento della Torre e dell’Alfiere, ma non quello del Cavallo.

L’Alfiere si può muovere a piacimento lungo le diagonali del suo stesso colore che si diramano dalla casa in cui si trova. Si osservi che l’Alfiere che parte da una casa bianca, raggiunge solo un’altra casa di colore bianco, mentre l’Alfiere che parte da una casa di colore nero, può raggiungere solo case di colore nero. Per questa ragione si parla di Alfiere delle case chiare e di Alfiere delle case scure.

Il Cavallo è l’unico pezzo che può saltare un ostacolo. Si noti come il Cavallo arrivi sempre su una casa di colore diverso da quella di partenza. Il Cavallo è più potente se agisce da case centrali, proprio perché controlla un maggior numero di case (fino a otto). Un Cavallo posto ai bordi della scacchiera sviluppa un minore raggio di azione.

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Gli scacchi

200px-ChessSetGli scacchi sono un gioco da tavolo di strategia che vede opposti due avversari, detti Bianco e Nero dal colore dei pezzi che muovono. Il termine deriva dall’occitano e catalano escac, che deriva a sua volta dal persiano شاه, Shah, “re”, passato forse attraverso un adattamento arabo eš-šāq, con l’aggiunta dell’articolo e la trasformazione della fricativa persiana in occlusiva.

Gli scacchi si giocano su una tavola quadrata detta scacchiera, composta da 64 caselle di due colori alternati e contrastanti, sulla quale all’inizio si trovano trentadue pezzi, sedici per ciascun colore: un re, una donna (detta anche regina), due alfieri, due cavalli, due torri e otto pedoni; l’obiettivo del gioco è dare scacco matto, ovvero attaccare il re avversario senza che esso abbia la possibilità di sfuggirvi.

Originatisi nell’impero Sassanide o forse in India attorno al VI secolo, gli scacchi sono giunti in Europa attorno all’anno 1000, grazie probabilmente alla mediazione degli Arabi; diffusisi nell’intero continente, hanno raggiunto una forma pressoché moderna nel XV secolo in Italia e in Spagna, mentre il regolamento odierno si è “congelato” nel XIX secolo. Dalla metà del secolo, grazie a Paul Morphy e Wilhelm Steinitz, iniziano a codificarsi i fondamenti strategici del gioco; lo stesso Steinitz si proclamerà nel 1886, dopo una sfida contro Johannes Zukertort, primo campione del mondo, titolo considerato il più prestigioso per uno scacchista. Il campione in carica è Viswanathan Anand, che ha conquistato il titolo nel campionato del mondo del 2007 e lo ha difeso nel 2008 e nel 2010.

Una leggenda racconta che un re indù, di nome Ladava, vinse una grande battaglia per difendere il suo regno, ma per vincere dovette compiere un’azione strategica in cui suo figlio perse la vita. Da quel giorno il re non si era più dato pace, perché si sentiva colpevole per la morte del figlio, e ragionava continuamente sul modo in cui avrebbe potuto vincere senza sacrificare la vita del figlio. Tutti i giorni rivedeva lo schema della battaglia, ma senza trovare una soluzione. Leggi di più